Il Porto

Cantina Botrugno Monumento al Marinaio Brindisi Vini Salento

Fondata dai messapi intorno all’ VIII secolo a. C., BRUNDA , testa di cervo, nome ispirato dalla forma del porto, Brindisi, ha legato la sua storia al porto naturale, unico in tutto il litorale adriatico ed addirittura italiano, ed il cui sviluppo è stato favorito dalla felice posizione geografica rispetto alle correnti marittimo – commerciali che sin dalle origini della civiltà si determinarono tra le popolazioni italiche e quelle del Mediterraneo Orientale. Nel 244 a. C. i Romani la conquistarono e la resero un grande centro commerciale e militare tra Oriente ed Occidente collegandola direttamente a Roma con la via Traiana e la via Appia, quest’ultima terminava con due grandi colonne di marmo greco proprio in vista del suo porto, il naturale punto di partenza dei traffici verso l’Oriente. A quell’epoca, Brindisi fabbricava – nelle fornaci delle sue contrade Apani e Giancola – le ànfore con le quali i nostri vini e oli raggiungevano i porti della Grecia, dell’Egitto, della Siria e del Mar Nero. Nel 644 i Longobardi la inglobarono nel Ducato di Benevento; fu tenuta dai Saraceni, poi in potere dei Veneziani, sino a che Ruggero II nel 1130 fondò il Regno di Sicilia. Una officina monetaria in piena efficienza fu voluta dallo Svevo Enrico VI che vi fece battere denari e frazioni e grandissima importanza assunse con Federico II che vi fece battere monete d’oro. I regnanti Angioini la ebbero in particolare considerazione ma con l’avvento di Carlo I la zecca di Brindisi fu chiusa. Pressoché completamente distrutta da un terribile terremoto sul finire del 1456 la città fu riedificata per volere di Ferrante I d’Aragona che decretò la riapertura della zecca. Memori e grati del soccorso ricevuto i Brindisini si mostrarono sempre fedeli a casa d’Aragona anche quando il Regno cadde pressoché interamente in potere del re francese Carlo VIII. Per questa fedeltà dimostrata e per il sostegno fornito al giovane re Ferrante II ( 1495 – 1496) nella riconquista del Reame dopo la ritirata del re francese, Brindisi si meritò l’appellativo di “fedelissima” ed il detto FIDELITAS BRVNDVSINA prese ad indicare una fedeltà senza defezioni, corale: furono così battute monete di rame (cavalli) con impresso tale motto. Nonostante lungo la sua lunghissima vita l’incuria degli uomini abbia fatto sì che dell’antica città romana restassero solo poche vestigia, essa è sempre risorta con rinnovato fervore di attività.